Così ti riciclo il tetrapak

 Aperto in Piemonte un impianto in grado di riciclare la componente plastica/alluminio del tetrapak.  Produrrà 6.000 tonnellate l’anno di un materiale utilizzabile al posto della plastica tradizionale

 

Finalmente anche il tetrapak avrà una nuova vita. E’ stato inaugurato in Piemonte – in provincia di Alessandria – il primo impianto italiano che da questo poliaccoppiato difficilmente riciclabile riesce a ricavare un materiale plastico, l’EcoAllene, materia prima seconda utilizzabile al posto della plastica tradizionale.

Fino ad oggi infatti del tetrapak – composto da strati di cellulosa, plastica e alluminio – si recuperava solo il cartone, mentre andava persa la componente plastica/alluminio che finiva in discarica o negli impianti di incenerimento. Un problema non da poco, considerato che in Europa si producono ogni anno 350.000 tonnellate di rifiuti composti da tetrapak e solo in Italia si raccolgono oltre 1 miliardo e 400 milioni di confezioni. Soprattutto cartoni per bevande, ma anche imballi per alimentari fluidi, involucri per dolci.

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La tecnologia utilizzata nell’impianto di Ecopasteam non separa i due strati di plastica/alluminio ma ottiene un nuovo materiale – l’EcoAllene, appunto – mantenendoli aggregati. In questo modo il processo di lavorazione ha un costo piuttosto contenuto, rendendo il nuovo prodotto – tra l’altro riciclabile al 100% – decisamente competitivo in fase di commercializzazione rispetto al materiale direttamente concorrente, la plastica vergine derivante dal petrolio. Inoltre l’EcoAllene può essere colorato ed è utilizzabile in molti settori: dall’arredamento all’edilizia, dal packaging agli accessori per la casa.

 

Il nostro progetto è al tempo stesso rivoluzionario e semplicissimo”, ha dichiarato in una recente intervista l’ad di Ecoplasteam, Stefano Richaud. “Invece di separare i due componenti, li lavoriamo insieme in un processo di riciclo meccanico simile a quello della normale plastica. Alla fine otteniamo granuli di polietilene e alluminio con caratteristiche uguali al polietilene, quello che si usa per produrre oggetti come flaconi per detersivi, confezioni dei cosmetici e per tante altre forme di packaging non alimentare”.

 

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L’impianto di Alessandria – ne seguiranno altri due in Austria e Francia – è costato 5 milioni di euro. Sarà in grado di produrre 6.000 tonnellate all’anno di EcoAllene, che potrà essere venduto a un prezzo leggermente più basso rispetto al polietilene prodotto con il petrolio, oggi intorno a 1.000 euro a tonnellata.