Registro elettronico: un primo passo verso la tracciabilità dei rifiuti speciali

Cambiano le regole in tema di tracciabilità dei rifiuti speciali delle imprese. La conversione in legge del decreto “Semplificazioni” ha confermato l’abrogazione del Sistri e l’arrivo di un nuovo sistema per la gestione dei rifiuti speciali.

È stato infatti istituito il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti che sarà gestito direttamente dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Al registro elettronico dovranno iscriversi: enti e imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti; produttori di rifiuti pericolosi; enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale; commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi; consorzi istituiti per il recupero e il riciclo di particolari tipologie di rifiuti; per quanto riguarda i rifiuti non pericolosi, i soggetti previsti all’articolo 189, comma 3 del D.lgs. 152/2006.

A differenza di quanto avveniva con il Sistri, l’iscrizione al Registro elettronico sarà obbligatoria per tutte le aziende che producono rifiuti pericolosi indistintamente dal numero di dipendenti, ma rimarrà facoltativa per chi produce rifiuti non pericolosi. Servirà però un successivo decreto del ministero dell’Ambiente per stabilire i termini di iscrizione, l’ammontare del contributo, le sanzioni e ulteriori specifiche. Inoltre, in attesa che il nuovo sistema diventi pienamente operativo, i titolari soggetti alla tracciabilità dovranno continuare a usare il vecchio sistema cartaceo.

“Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali”, ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Un sistema mai entrato effettivamente in funzione che però ha comportato costi, sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato, che hanno superato i 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi. Abbiamo calcolato che attualmente è assicurata la tracciabilità del 65% dei rifiuti speciali, ma l’obiettivo è arrivare almeno al 90% facendo risparmiare soldi e tempo alle aziende”. La strada indicata è quella di “una sorta di Sistri 2.0 – conclude Costa – che digitalizzi l’intera tracciabilità dei rifiuti e i documenti fiscali, superando in tal modo il doppio binario cartaceo/digitale e il registro di carico e scarico”.