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Bioeconomia: nella Ue un milione di nuovi occupati entro il 2030

Con un giro d’affari annuo superiore ai 2.000 miliardi di euro e rappresentando l’8,2% degli occupati, la bioeconomia è un elemento centrale dell’economia europea.

Lo ha ribadito la Commissione Ue nella nuova strategia in materia di bioeconomia – un aggiornamento di quella del 2012 – sottolineandone il ruolo chiave per dare impulso all’occupazione, alla crescita e agli investimenti nell’UE e per affrontare sfide globali quali il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. In pratica un rafforzamento della connessione tra economia, ambiente e società.

Per capire meglio vediamo alcuni dati. Nel 2015 la bioeconomia nella Unione Europea rappresentava il 4,2% del Pil, occupando l’8,2% della forza lavoro, pari a 18 milioni di persone (JRC). E le stime prevedono entro il 2030 un altro milione di nuovi posti di lavoro green.

“È ormai evidente – ha dichiarato Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività – che c’è bisogno di un cambiamento sistemico nel modo in cui produciamo, consumiamo e ci disfiamo dei beni. Sviluppando la bioeconomia, vale a dire il segmento rinnovabile dell’economia circolare, possiamo individuare soluzioni nuove ed innovative per sopperire al fabbisogno di cibo, prodotti ed energia senza esaurire le risorse biologiche limitate del pianeta. Inoltre, ripensare la nostra economia e modernizzare i modelli di produzione non solo gioverà all’ambiente e al clima, ma ha anche un grande potenziale in termini di creazione di posti di lavoro verdi, soprattutto nelle zone rurali e costiere”.

Perciò per realizzare una bioeconomia circolare e sostenibile occorre però concentrarsi nel 2019 su 3 obiettivi principali da raggiungere attraverso 14 azioni concrete. Ecco le principali indicate dalla Commissione UE:

Espandere e rafforzare i biosettori

Per valorizzare il potenziale della bioeconomia di modernizzare l’economia e le industrie europee, garantendo così una prosperità sostenibile e a lungo termine, la Commissione intende:

  • creare una piattaforma di investimento tematica dedicata alla bioeconomia circolare con una dotazione di 100 milioni di euro
  • avvicinare le bioinnovazioni al mercato e di ridurre il rischio per i privati che investono in soluzioni sostenibili;
  • agevolare lo sviluppo di bioraffinerie sostenibili in tutta Europa.
Introdurre rapidamente la bioeconomia in tutti i Paesi europei:

Per sfruttare il grande potenziale in termini di biomassa e rifiuti sottoutilizzati in tutti gli Stati membri la Commissione vuole:

  • definire un programma strategico per l’introduzione di sistemi alimentari e agricoli, silvicoltura e bioprodotti sostenibili;
  • istituire un meccanismo di sostegno dell’UE alle politiche in materia di bioeconomia affinché gli Stati membri possano dotarsi di programmi nazionali e regionali in questo settore;
  • avviare azioni pilota per lo sviluppo delle bioeconomie nelle zone rurali, costiere e urbane, ad esempio per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e le pratiche agricole che consentono il sequestro del carbonio.
Proteggere l’ecosistema e comprendere i limiti ecologici della bioeconomia:

Per affrontare le minacce al nostro ecosistema (aumento della popolazione, cambiamento climatico e degrado del suolo) la Commissione quindi intende:

  • introdurre un sistema di monitoraggio a livello dell’Unione per seguire i progressi compiuti verso una bioeconomia circolare e sostenibile;
  • ampliare la base di conoscenze relative a specifici settori della bioeconomia
  • migliorarne la comprensione attraverso la raccolta di dati, garantendo un miglior accesso agli stessi grazie al Centro di conoscenze per la bioeconomia;
  • fornire orientamenti e promuovere buone pratiche per operare nell’ambito della bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

La bioeconomia abbraccia tutti i settori e i sistemi che si basano su risorse biologiche. Si infatti tratta di uno dei più grandi e più importanti settori di intervento dell’UE. Comprende l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, la produzione alimentare, la bioenergia e i bioprodotti. L’Unione europea finanzia già la ricerca, la dimostrazione e la diffusione di biosoluzioni sostenibili, inclusive e circolari, anche grazie ai 3,85 miliardi di euro stanziati nel quadro dell’attuale programma di finanziamento dell’UE Horizon 2020. Per il periodo 2021-2027, la Commissione ha proposto di stanziare 10 miliardi di euro nel quadro di Horizon Europa per i prodotti alimentari e le risorse naturali, compresa la bioeconomia.