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responsabilità estesa del produttore

Responsabilità estesa del produttore per frenare il consumo di materia

Consumare senza riciclare

All’inizio del Novecento l’umanità consumava 6 miliardi di tonnellate di materiali (comprendendo minerali, biomasse e combustibili fossili). Nel 1970 si era arrivati a 26,7 miliardi di tonnellate. Nel 2017 a 88,6 miliardi. Cioè nell’arco di poco più di un secolo, mentre la popolazione si moltiplicava per cinque (la maggiore crescita nella storia dell’umanità), il consumo di risorse si moltiplicava per 14: un ritmo quasi triplo. Se questo trend proseguisse, a metà secolo l’asticella salirebbe a 180 miliardi di tonnellate. Anche perché al miliardo di persone che oggi sono responsabili del 72% del prelievo di materia si aggiungeranno altri due miliardi di forti consumatori. Forti consumatori ma deboli riciclatori: solo il 24% del fiume di materia che ogni anno viene presa alla natura è poi riusato. Per porre un freno a questo trend, dal 14 giugno scorso, con il nuovo pacchetto rifiuti UE, l’attenzione viene concentrata non solo sui consumatori ma anche sulla responsabilità estesa del produttore.

Verso gli Stati Generali della Green Economy 2018

Sono questi alcuni dei numeri forniti da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, nella relazione che ha aperto il seminario che si è tenuto il 12 luglio a Roma in preparazione della sessione degli Stati generali della green economy del 6 novembre a Rimini.

All’incontro ha partecipato una rappresentanza dei parlamentari impegnati in questo settore (la senatrice Patty L’Abbate del Movimento 5 stelle; il senatore Luca Briziarelli capogruppo della Lega in commissione Anbiente; la senatrice Maria Virginia Tiraboschi, capogruppo di Forza Italia in commissione Ambiente), esponenti della green economy e della circular economy, i responsabili dei principali consorzi di recupero dei materiali e dell’Anci, la responsabile Ispra del Centro nazionale per il ciclo dei rifiuti Rosanna Laraia, il direttore dell’Area politiche industriali di Confindustria Andrea Bianchi, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, il presidente di Fise Unicircular Andrea Fluttero, il presidente di Fise Assoambiente Roberto Sancinelli, Filippo Brandolini, vicepresidente di Utilitalia.

L’incontro è servito a mettere a fuoco il tema dell’Epr – la responsabilità estesa del produttore relativa alle merci che si sono trasformate in rifiuti – che viene consistentemente rafforzato con le direttive che costituiscono il pacchetto sull’economia circolare pubblicato sulla gazzetta Ufficiale europea il 14 giugno.

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